I protagonisti del periodo d’oro del secolo scorso sono Breddo, Burattin, Saetti, Bertacchini e Mazzetti. Le loro opere hanno lasciato un segno nella storia artistica di quest’area della Toscana. Opere importanti sono conservate a palazzo Bardi al ristorante il Ponte e nella cappella delle suore carmelitane a Montepiano.

Nel 2018 infatti, si è tenuta anche una mostra in loro onore attraverso tre allestimenti che raccontano la loro storia nel Valbisenzio, che divenne un luogo prediletto per l’incontro di questi grandi artisti del Novecento. Furono esposte circa una cinquantina di opere tra Vernio e Montepiano di Gastone Breddo, Rinaldo Frank Burattin, Bruno Saetti, Luciano Bertacchini e Virgilio Mazzetti che ci permettono di ripercorrere il loro iter artistico attraverso questa mostra dalla valenza e suggestione universale. Gli allestimenti sono stati predisposti nell’Oratorio di San Niccolò e nella Galleria di Palazzo Bardi di San Quirico di Vernio, nel Ristorante Il Ponte e nella Cappella delle Suore Carmelitane a Montepiano.

IL PERCORSO

Ci racconta Alessia Cecconi, curatrice della mostra che tutto cominciò con l’attività di Federico Mattei, un albergatore illuminato e collezionista d’arte. Egli introno al 1930 gestiva alberghi Torre Alpina e Ca’ del Setta, frequentati da artisti del calibro di Ottone Rosai, Alfredo Fabbri e Franco Gentilini, Gastone Breddo, allievo di Morandi e Guidi. Breddo proprio qui si innamorò delle opere di Montepiano; al primo fu dedicata un’intera sala alla Biennale di Venezia nel ‘58.

 A metà degli anni Cinquanta arrivò a Vernio anche Bruno Saetti, che “si lascia sedurre lentamente dal borgo montano” e acquistò il mulino, con il suo Giardino del Sole, dove visse e produsse le sue maggiori opere. Villa Buccioni e il Mulino Saetti in breve divennero i due poli attrattivi di un flusso vivace di artisti e appassionati, compresi Rinaldo Frank Burattin, Luciano Bertacchini, un altro allievo di Guidi e Morandi, e il giovane Virgilio Mazzetti.

GLI ARTISTI DELLA VALBISENZIO
GLI ARTISTI DELLA VALBISENZIO

LE “ANTICHE VILLEGGIATURE”

Inoltre questa mostra è affiancata da un altro progetto sulle ‘Antiche Villeggiature’ dedicato ai borghi dell’appennino settentrionale che furono luoghi di soggiorno molto amati dalla borghesia dell’epoca. Si prevedono eventi, mostre, itinerari organizzati e molto altro. Nell’Ottocento la Val di Bisenzio era un posto dal carattere romantico ed offriva infatti tutto ciò che si poteva desiderare per la villeggiatura: circondati dalla natura incontaminata, rovine medievali, villaggi sperduti, ma anche aria tersa, fonti salubri e ottimo cibo.

Infatti per un lungo periodo questo posto ha attratto numerosi letterati, artisti, scienziati, industriali, uomini colti sia dall’Italia che dall’estero, che spesso hanno lasciato anche testimonianze della loro villeggiatura. Montepiano, in particolare, accrebbe con la nascita di ville alcune dedite alle terapie ed era frequentata da famosi esponenti della belle époque come anche personaggi di un certo rilievo della comunità ebraica, come la famiglia antifascista Rosselli.

Successivamente cambiò l’utilizzo delle antiche villeggiature durante la Seconda Guerra Mondiale: prima con la costruzione della Direttissima, poi con la promulgazione delle leggi razziali e il passaggio della guerra, al posto dei villeggianti, salirono ai borghi montani valbisentini gli sfollati e i profughi di guerra.